Non lasciamo il tricolore ai sedicenti patrioti

Stamani mi sono dedicato al giardinaggio. Come notò Cicerone: «Se avrai un orto vicino a una biblioteca, niente altro ti occorrerà.» E difatti la mia vita ideale sarebbe proprio quella che contemplasse il passaggio da un buon libro alla cura del giardino. Intendo dire che la mia giornata ideale è quella in cui per un’ora o due leggo e per un’ora o due faccio giardinaggio, e questo fino a sera. Meneresti uno stile vita da pensionato, qualcuno potrebbe canzonarmi. Certamente, ma lo condurrei lo stesso, se non tutto l’anno, almeno per la metà. Stamani ho anche issato una vecchia bandiera italiana: l’ho ripulita, ne ho cambiato il bastone, l’ho assicurata alla ringhiera. Ne Le belle bandiere Pasolini scrisse: «Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.» Fedele a tale suggestione richiamo a me stesso la necessità storica di sottrarre il tricolore ai sedicenti patrioti. Chi sono costoro?

In genere sono coloro che indulgono all’uso (spesso gridato) di parole quali popolo, giustizia, sovranità, Costituzione, e parlano volentieri di diritti e meno volentieri di doveri. Le loro asserzioni non sono mai supportate da fatti né da esperienze. Né superano talvolta il principio di non contradizione e altri requisiti della logica: sono delle petizioni di principio. Intendo dire che sono frasi che scaldano gli animi e, talvolta, i cuori, ma che lasciano freddo il cervello, e che pretendono d’essere vere per l’unico motivo d’essere state dette da loro. Spesso sono usate con intenti teppistici. Molte volte sentirete infatti gridare da questi sedicenti patrioti frasi come “Siete traditori della Costituzione!”, che usano come clave sulla testa dell’interlocutore, con cui non vogliono dialogare ma che intendono semplicemente ridurre al silenzio. Sono persone che confondono le condizioni di natura con veri e propri affronti ai cosiddetti diritti. Sono persone che hanno ritenuto il boom economico italiano la condizione minima dell’essere umano. Sono perfettamente persuasi che possa esistere un diritto all’opulenza e che alla realizzazione di tale diritto debba attendere lo Stato, mai loro in prima persona.

Questi sedicenti patrioti sono i distruttori del Paese. I quali si sono arrogati il diritto di monopolio sentimentale sul tricolore. È un’amara constatazione che i più pericolosi fautori della distruzione d’Italia si dichiarino coram populo patrioti.

È giunta l’ora di sottrarre il tricolore ai sedicenti patrioti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *