Là fuori, tutto è sovranismo

Elly Schlein è un’altra forma presa dal populismo italiano. Un paese in declino economico e culturale da decenni non può che esprimere populismi, ora sotto forma del partito di Meloni, ora sotto forma del Movimento5Stelle o del sotterraneo e carsico sovranismo fasciocomunista italiano (ricordate la sgangherata cordata di Italia Sovrana e Popolare?).

Tuttavia, là fuori, tutto è sovranismo rossobruno.

Oggi abbiamo una nuova reincarnazione del populismo sovranista rossobruno, questa volta in salsa slavata e omeopatica ecosocialista woke.

Date un’occhiata (attenzione: solo per stomaci forti) ai contenuti del libro di Schlein: nessun capitolo è dedicato al vero e unico problema fondamentale del paese, ossia la sua cronica incapacità a creare ricchezza. Il problema, secondo Schlein ma anche secondo tutti i sovranisti in salsa socialista o fascista (ma sono che versioni di uno stesso veleno), è la ridistribuzione della ricchezza.

Oggi, in Italia, chi parla solo di ridistribuzione è un reazionario, un aspirante accaparratore di voti, un demagogo di carriera, una persona che ha capito che l’unico modo per fare mobilità sociale (la propria) è vendere a caro prezzo agli italiani la luna nel pozzo.

È la stessa cultura (si fa per dire) politica che informa gli idioti slogan apparsi ovunque in Italia in questi giorni, come “Abbassiamo le armi, alziamo i salari“, come se i salari possano essere aumentati per decreto legge (tralasciamo l’inevitabile supporto alla Russia di Putin insito in tale messaggio propagandistico).

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