Catéchon

Generazioni di esegeti delle sacre scritture si sono attardate sul catéchon paolino, l’entità o colui che dovrebbe trattenere o contenere il pieno dispiegarsi dell’anomia, del mysterium iniquitatis che opera carsicamente da sempre nel mondo. Quindi, i termini della profezia sono il catéchon e il mistero dell’iniquità, l’uomo dell’anomia: soltanto quando il catéchon sarà tolto di mezzo l’uomo della perdizione si ergerà a Dio e come Dio vorrà essere venerato. Solo allora, all’apice della vittoria dell’apostasia il Signore verrà, ricreando la storia dell’uomo e della natura da capo.

L’anomia opera nel mondo da sempre: l’ansia normativa dell’uomo ne è la prova. Tanto più proliferano le leggi, tanto più prevale l’ingiustizia. L’anomia corrisponde a un dato di natura, alla legge del più forte. Soltanto quando il catéchon sarà tolto di mezzo tutti vedranno l’impostura di ogni potestà mondana, tutti vedranno che quaggiù tutto è sotto la sovranità del principe di questo mondo. Dio permette e legittima l’esistenza delle potestà mondane ma solo al fine di evitare l’anarchia da qui ai tempi ultimi, per non consumarli anzitempo, affinché le comunità umane non siano prese nella sequenza delle vendette: la vendetta privata deve essere abominio. Per non innescarne una sequenza potenzialmente interminabile, le vendette possono essere solo pubbliche. La legge umana è sì legittimata da Dio ma non è fondata metafisicamente, è un ersatz della legge divina. L’uomo della perdizione, l’Anticristo, assiso sul trono del mondo, farà legge a sé. Gli uomini, a cui si paleseranno l’infondatezza e l’impostura delle potestà mondane, lo adoreranno, ci si attaccheranno sospinti dal panico dall’aver appreso che tutto è infondato: trasferiranno su lui questa loro ansia, questa loro insufficienza a essere. Lui, l’uomo della perdizione, a quel punto assumerà tutto su di sé leviatanamente, e ultimamente potrà dire di essere colui che è, diventando scimmia di Dio.

Il catéchon è qualsiasi cosa si frapponga tra la reale illegittimità dei poteri mondani e la consapevolezza di questo stato di cose. Non c’è nulla di più anticristico della stato-latria e della nomo-latria, ma tutte le latrie sono “spie” di una tendenza anticristica. Ogniqualvolta la tensione escatologica viene meno, il rischio di idolatria aumenta esponenzialmente occupando tutto lo spazio assiologico. Il bene viene identificato in un oggetto parziale, e da quel momento in poi nulla frena la corsa alla sua assolutizzazione. Il bene assoluto, che è Dio, una volta negato non è scomparso dall’orizzonte umano, si è solo parcellizzato in migliaia di beni parziali. Il sommo Bene, “esploso” in innumerevoli beni parziali, produce la sua scimmia: il male è, sinteticamente, una simulazione degradativa del bene: corruptio optimi pessima. Ed ecco che i beni mondani – l’accoglienza, la salute, l’arte, la cultura, l’amore, l’altruismo, la famiglia, i figli, la memoria, la posterità – beni degeneri del sommo Bene, mostrano assolutizzati il loro volto luciferino. Ma solo quando il catéchon sarà tolto di mezzo questo volto si appaleserà. Ma cosa è, ultimamente, questo catéchon? Cosa è che si oppone alla precipitazione dei tempi novissimi? Credo che ogni epoca ne abbia avuto uno o più di uno. Non posso evitare di pensare che, per quanto ci riguarda, il catéchon sia identificabile nell’apparato tecnico: soltanto quando la tecnica sarà tolta di mezzo il mistero dell’iniquità si ergerà su tutti e tutto, come fosse Dio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...