Pensieri su “Vedo Satana cadere come la folgore”, di René Girard

Piuttosto che dalla virtù gli uomini sono assimilati dal peccato. Il peccato è realtà ontologica e antropologica. Gli uomini, sebbene sostanzialmente assimilati gli uni agli altri dal peccato, sono di fatto disuniti. Soltanto la consapevolezza del peccato unisce gli uomini in un rispecchiamento mimetico benigno e duraturo. Se, invece, gli uomini si associano in virtù della loro supposta rettitudine, allora il pogrom, il campo di concentramento, la caccia alle streghe, la persecuzione organizzata delle minoranze sono dietro l’angolo.  Il rispecchiamento mimetico diventa maligno. Inoltre, tale forma di associazione, quella il cui collante sarebbe la sedicente virtù piuttosto che il peccato, è fatalmente votata alla disunione, al fratricidio, al parricidio, al tradimento.  Questa forma di gregarismo maligno è il risultato del peccato dell’uomo.

L’uomo sedicente giusto, associato a suoi pari, è fustigatore indefesso della perversione altrui. L’uomo coscientemente peccatore sente invece impellente la necessità di ricondurre tutti all’unità e che nessuna anima sia persa a Dio. Egli soffre nel vedere il peccato degli altri ma non lo giudica, perché se no dovrebbe giudicare, e severamente, anche sé stesso, perché nessuno è mondo dal peccato. Ma egli sa di non avere il diritto a giudicare nemmeno sé stesso. Il gregarismo maligno porta alla persecuzione organizzata delle minoranze, il gregarismo benigno all’evangelizzazione della totalità degli uomini.

Ma la coscienza del peccato conferisce al peccatore un vantaggio rispetto al peccatore che non sa di esserlo: il peccatore consapevole si libera di sé stesso, nella misura in cui ciò è concesso all’uomo, e può accedere a una forma di conoscenza altra e più elevata. Il peccatore inconsapevole, invece, rimane impastoiato nelle intemperanze dell’io, le cui illimitate pretese e i cui volubili appetiti lo espongono inerme alle opinioni del mondo. Una religione vera, perché fondata antropologicamente, dovrebbe quindi tenere sempre viva la consapevolezza del peccato, perché solo così l’uomo può divenire sufficientemente libero. La libertà consiste proprio nella consapevolezza che il male gli è connaturato, questo puro male essendo la tendenza al rispecchiamento mimetico maligno delle formazioni gregarie, nelle quali la verità viene espulsa a vantaggio delle opinioni, e da cui hanno origine persecuzioni, massacri, uccisioni di innocenti. Il peccato è in fin dei conti la ferma convinzione di essere innocenti: il modo migliore per asservire l’uomo è dirgli di non avere colpe.

 

Qui il libro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...