Manifesto per una rivista di poesia

(Continuazione di https://domenicolombardini.com/2019/03/08/manifesto-per-una-rivista-di-poesia/)

Non tutto può essere poesia. La metapoesia, ad esempio, è agli antipodi della poesia. La poesia, se è tale, è assertività e immediatezza. Assertività, perché il soggetto, sebbene la difficoltà nell’esprimerla, sente di dire la verità (in poesia e nella vita, una cosa è vera se è sentita e vissuta tale dal soggetto). Immediatezza, perché i dati empirici e gli oggetti intellegibili sono restituiti, in poesia, dal soggetto poetante senza mediazioni. Ma cosa vuol dire “senza mediazioni”?

La mediazione è qualsiasi operazione euristica ed ermeneutica volta a dare un’interpretazione dei risultati dell’elaborazione percettiva e intellettiva dei dati empirici e degli oggetti intellegibili da parte del soggetto.  Il poeta dovrebbe limitarsi a farsi sorprendere da ciò che gli accade attorno, dalle sue intuizioni, dalle sue ossessioni, restituendole così come sono, pressoché grezze, senza corollari, specificazioni, interpretazioni, ossia recanti ancora vestigia della realtà conturbante da cui le ha tratte, come salvate a stento ma già sbrindellate dalla gola di un leone. La mediazione si intromette indebitamente tra la percezione di questa realtà conturbante e la sua espressione, cercando di ingranarsi tra l’una e l’altra inserendovi una disfunzionale complessità mediatrice. Tuttavia, la pretesa di oggettività, e l’uggia nei confronti della verità del soggetto, hanno, da una parte, debilitato la percezione e l’espressione, e, dall’altra, causato una patologica ipertrofia della mediazione. Ed ecco i triti ed esangui esiti puramente intellettualistici di molta produzione poetica.

Ma perché questa imbelle accettazione, da parte dei poeti, dell’asserto scientista secondo il quale la verità non esiste ma esiste solo l’empiria e il progresso della conoscenza su base evolutiva, in poche parole la verità della scienza?  Tralasciando l’aporia della proposizione “la verità non esiste”, si può ben dire che l’asserto “esiste solo la verità scientifica”, ossia una verità che è, per definizione, continuamente aggiornabile ed emendabile, secondo il principio di falsificabilità evolutiva di Popper, è esso stesso la definizione più precisa di ciò che è falso. Il vero non è il dimostrabile ma il sentito. I poeti dovrebbero farsi mediatori della verità: non scienziati ma mistici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...